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Reddito di inclusione o REI, dal primo gennaio 2018 al via la lotta contro la povertà

Il Consiglio dei Ministri ha approvato le linee guida per l’introduzione del Reddito di inclusione (REI), una misura nazionale di contrasto alla povertà.

Il Governo ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione della legge sul contrasto della povertà e il riordino delle prestazioni di natura assistenziale che convergeranno dal primo gennaio 2018 sul Reddito di inclusione che sarà l’unica misura a livello nazionale contro la povertà.

Il reddito di inclusione prevede l’erogazione di un assegno mensile, per la durata massima di 18 mesi, a patto però che il richiedente aderisca ad un progetto personalizzato per l’inclusione attiva e lavorativa. Nei prossimi mesi, finito l’iter di approvazione del decreto legislativo, l’INPS pubblicherà una circolare con la quale fornirà indicazioni precise circa i requisiti richiesti e le modalità per fare domanda. Intanto vediamo di cosa si tratta.

Cos’è il reddito di inclusione

Il reddito di inclusione o REI, dal primo gennaio 2018 sarà la misura unica a livello nazionale per il contrasto alla povertà. E’ legata alle difficoltà economiche dei cittadini che ne fanno richiesta e all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione lavorativa. Il reddito di inclusione sarà erogato ai nuclei familiari che rispondano a determinati requisiti di difficoltà economica. Il testo passato in Consiglio dei ministri prevede inoltre che abbiano la precedenza per il reddito di inclusione i nuclei familiari con minori, con componenti disabili, con donne in gravidanza o disoccupati con più di 50 anni.

I requisiti per accedere al Reddito di inclusione

Per avere accesso al reddito di inclusione il nucleo familiare deve rispondere a due requisiti:

  • avere l’ISEE sotto i 6mila euro;
  • avere un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro.

Il reddito di inclusione può essere erogato anche a un richiedente che svolga attività lavorativa a patto che rispetti i requisiti economici richiesti, ma non possono fare domanda coloro che percepiscono la NASPI o un altro ammortizzatore sociale legato alla disoccupazione.

Quanto vale il reddito di inclusione

Il reddito di inclusione passa su due binari:

  • prevede un assegno (dodici mensilità) con un importo che andrà da circa 190 euro mensili per una persona sola, fino a quasi 490 euro per un nucleo con 5 o più componenti;
  • un progetto personalizzato per l’inclusione attiva che ha lo scopo di far uscire il richiedente della condizione di povertà. Saranno valutati esperienza lavorativa, profilo di occupabilità, educazione, istruzione formazione e condizione abitativa.

Il richiedente quindi sarà obbligato a svolgere specifiche attività per non perdere il diritto al reddito di inclusione.

L’assegno ha durata massima 18 mesi, ma sarà possibile farne nuovamente richiesta dopo però che siano passati sei mesi dall’ultima erogazione. La domanda dovrà essere inoltrata all’INPS (con modalità che saranno indicate dall’Istituto) presentando un ISEE precompilato.

Povertà: le altre misure approvate

Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri prevede anche la possibilità di aumentare l’importo dell’assegno del reddito di inclusione e dell’espansione della platea dei beneficiari. Per farlo però sarà necessario stanziare altre risorse, magari con la prossima legge di bilancio.

Il decreto inoltre crea la Rete della protezione e dell’inclusione sociale, una struttura permanente di confronto e programmazione delle politiche sociali basata su diversi tavoli regionali e territoriali.

Fonte: it.ibtimes.com


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