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Saldi invernali 2018 e consigli anti fregature

Saldi invernali 2018, ora che l’autunno è inoltrato e l’inverno è alle porte, il desiderio di rinnovare il guardaroba si affaccia prepotente in virtù dell’abbassamento delle temperature e quindi del doveroso cambio di stagione di armadi e scarpiere che impone un rinnovamento.

Saldi invernali 2018 regione per regione

Lombardia. Come previsto dalla delibera del 14 dicembre 2011, la Regione Lombardia ha stabilito che i saldi invernali 2018 inizieranno “il primo giorno feriale antecedente l’Epifania”. Quindi, il prossimo anno gli sconti prenderanno il via a partire da venerdì 5 gennaio. È la stessa Regione, sul proprio sito, a ricordare i diritti dei clienti e gli obblighi dei commercianti, che sono tenuti – scrive il Pirellone – ad “esporre, accanto al prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto o del ribasso”, mentre è “invece facoltativa l’indicazione del prezzo di vendita conseguente allo sconto o ribasso”.

Toscana. La giunta regionale ha stabilito le date per le vendite di fine stagione del 2018. I saldi invernali si terranno da sabato 5 gennaio a lunedì 5 marzo 2018. I saldi estivi invece saranno da sabato 7 luglio a martedì 4 settembre 2018.

Lazio. I saldi invernali 2018 inizieranno venerdì 5 gennaio 2018. Come riporta il sito dela Regione, la data è quella prevista dalla normativa regionale, in quanto primo giorno feriale antecedente l’Epifania. La durata dei saldi sarà di sei settimane.

Sicilia. Come riporta il sito della Regione Sicilia, i saldi invernali 2018 sono fissati per il primo sabato del mese di gennaio fino al 15 marzo. Le vendite di fine stagione o saldi per il periodo estivo del biennio 2018-2019 possono essere effettuate dal primo sabato del mese di luglio al 15 settembre.

Saldi invernali 2018 consigli anti fregature

Saldi invernali 2018, prima dei consueti giri di shopping è utile conoscere le regole stilate dal Codacons per evitare fregature e acquistare in tutta sicurezza reclamando i propri diritti nel caso ce ne sia bisogno.

1- Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.

2- Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.

3. Girate. Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.

4- Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti.

5. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto). Un commerciante, salvo nell’Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.

6. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.

7. Negozi e vetrine. Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.

8. Prova dei capi: non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

10. Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.

Fonte: today.it


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