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Nuovo “spesometro” come funziona nello specifico

Poca chiarezza fino a oggi su ciò a cui servirà davvero il nuovo “spesometro“, ovvero lo strumento con ci il fisco analizzerà le spese da 3.600 euro dei contribuenti che devono essere comunicati all’Agenzia delle Entrate.

La legge prevede, per chi omette di presentare la comunicazione, una multa da un minimo di 258 euro fino ad un massimo di 2.065 euro.

Il Corriere della Sera spiega come funziona nello specifico lo “spesometro”:

Ipotizziamo, per esempio, che il signor Tizio abbia acquistato, presso una gioielleria di via Montenapoleone, un anello, che ha pagato 6 mila euro. Questa informazione va a finire dritta nell’Anagrafe tributaria e, si badi bene, non è l’unica informazione in possesso del Fisco in merito alle spese sostenute dal signor Tizio, o meglio, in merito agli elementi che, in un modo o nell’altro, possono essere indici di pericolosità fiscale. Infatti, oltre allo spesometro, altri sono i dati che finiscono nel sistema informativo fiscale: le informazioni sulle giacenze iniziali e finali dei conti correnti, il numero di accessi alle cassette di sicurezza, gli acquisti di immobili anche da privati non titolari di partita Iva e così via.

Va chiarito un altro aspetto:

L’accertamento da redditometro si basa comunque su una valutazione di una pluralità di elementi che verranno confrontati con il reddito (spese sostenute, risparmio accumulato, incrementi patrimoniali …). Per questa ragione, anche qualora il signor Tizio fosse atenente, non dovrebbe avere problemi. Questo perché, come più volte ribadito dall’Agenzia delle Entrate, la ragione del redditometro sta nello scovare i grandi evasori. In base a questo ragionamento il nostro signor Tizio difficilmente avrà problemi se l’unico elemento derivante dal sistema informativo fosse inerente all’acquisto del gioiello: si avrebbe una spesa, e quindi un reddito non dichiarato presunto, di appena 6 mila euro.

Quindi l’obiettivo sono quasi esclusivamente i grandi evasori sfuggiti fino a oggi all’Agenzia delle Entrate:

Se a ciò cominciamo ad aggiungere l’acquisto di un immobile, e un frequente accesso a cassette di sicurezza, tutto può cambiare. Certo, ci saranno le situazioni più varie. Pensiamo ad un contribuente che, in un anno, effettua quattro o cinque acquisti del valore di 3 o 4 mila euro ciascuno, che magari risulta avere un conto corrente con saldo iniziale di 20 mila euro e un saldo finale di 90 mila euro, e un reddito dichiarato molto esiguo.

In un caso come quello appena descritto, il rischio redditometro sarebbe concreto.

Fonte: Today.it


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