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Milioni di conti correnti sotto l’occhio attento dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate starebbe monitorando regolarmente, almeno dal mese di settembre 2018 le movimentazioni quotidiane e mensili di milioni di conti correnti dei contribuenti italiani allo scopo di avviare delle azioni di contrasto all’evasione fiscale mirate. Per questo, come mette in evidenza oggi il quotidiano economico – finanziario “Italia Oggi” nei prossimi giorni e nelle prossime settimane potrebbero arrivare al domicilio fiscale di molti cittadini – contribuenti letteralmente migliaia di richieste di giustificazione delle movimentazioni considerate “sospette”.

La giustificazione delle indagini finanziarie

Attualmente il nostro ordinamento giuridico consente all’amministrazione finanziaria di richiedere al contribuente delle giustificazioni relative alle movimentazioni bancarie sia in entrata che in uscita in quanto l’onere di provare che tali movimentazioni sono state eseguite correttamente e senza intenzione di evadere delle imposte o di eludere delle disposizioni di legge grava totalmente sul contribuente oggetto di indagine.

In pratica, il contribuente sarebbe tenuto a dimostrare che in particolare i versamenti siano riconducibili a redditi già dichiarati o non soggetti a tassazione. Inoltre deve rendere edotta l’amministrazione finanziaria dei beneficiari di eventuali accrediti eseguiti. E questo trova giustificazione legale nel disposto dell’articolo 51 del DPR 633/72 che disciplina, appunto, i poteri di controllo dell’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni Iva dei contribuenti. Altro riferimento normativo è l’articolo 32 del DPR 600/73 che disciplina i poteri di accertamento degli uffici dell’Agenzia delle Entrate in merito alle imposte sui redditi.

Per di più, come fa notare “Italia Oggi”, l’esercizio del diritto di difesa da parte dei contribuente è estremamente difficile in quanto molto spesso, se non sempre, gli accertamenti sono riferiti a diversi anni indietro.

Quindi, se non si è tenuta una corretta e regolare contabilità può essere estremamente problematico ricostruire le movimentazioni.

Inoltre, diverse pronunce della Corte di Cassazione hanno affermato che la presunzione legale in capo all’Agenzia delle Entrate potrebbe essere esercitata anche se ci si trova al di fuori di un regime di impresa o di lavoratore autonomo. Questo in quanto potrebbero emergere profili di commercialità non dichiarati al Fisco.

La procedura seguita dall’Agenzia delle Entrate

Ovviamente, come evidenzia “Italia Oggi” e come è stato evidenziato in documenti di prassi della stessa amministrazione finanziaria, prima di procedere alla richiesta di giustificazioni delle movimentazioni bancarie l’ufficio procedente deve effettuare un chiaro sforzo ricostruttivo che qualifichi, e spieghi con adeguata motivazione, le movimentazioni in senso economico e reddituale anche in base alla tipologia di accertamento effettuato nei confronti del contribuente. Per completezza di informazione ricordiamo che le predette giustificazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate sono richieste quando i prelevamenti superano i mille euro giornalieri o i 5 mila euro mensili.

L’obiettivo che l’amministrazione finanziaria intende raggiungere attraverso l’analisi di queste movimentazioni è far emergere reddito imponibile. Infatti, movimentazioni di tale entità fanno presumere che si tratti di ricavi non giustificati in caso di accrediti sul conto corrente o di costi non contabilizzati se fossimo di fronte a dei prelevamenti. L’amministrazione deve concedere al contribuente sotto indagine almeno 15 giorni di tempo per fornire la prova documentale richiesta. Sta di fatto che le contestazioni sono in arrivo.

Fonte: it.blastingpop.com


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