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I controlli dell’Agenzia delle Entrate spaventano i cittadini

Ormai si parla solo e sempre di controlli dell’Agenzia delle Entrate, dal semplice invio del 730 precompilato alla semplice operazione in banca. Prima di addentrarci quali sono e come vengono effettuati i controlli del Fisco, un piccolo accenno alle ultime notizie sui vari controlli sopra esposti.

Controlli sul 730/2018 inviati

Su controlli sui modelli 730/2018 inviati: l’Agenzia delle Entrate, nel caso di presentazione della dichiarazione dei redditi (modelli 730) direttamente o tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, può effettuare controlli preventivi entro 4 mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, quindi, entro novembre, o dalla data della trasmissione (se questa è successiva a tale termine)….. per tutte le informazioni, consigliamo di leggere: Controlli sui modelli 730/2018 entro 4 mesi, le novità

Controlli sui prelievi e versamenti in Banca

Per le semplici operazioni di prelievo e versamenti, mensilmente gli istituti bancari e affini devono segnalare alla Banca d’Italia i versamenti o i prelevamenti di importo pari e superiore di 10 mila euro. Questo tipo di segnalazione non fa scattare controlli ma l’informazione va in una banca dati che viene utilizzata per procedure di antiriciclaggio o lotta a terrorismo e fenomeni di criminalità internazionale.

I controlli del Fisco: ecco in cosa consistono

L’attività di controllo del corretto adempimento degli obblighi fiscali dei contribuenti rientra tra i compiti istituzionali affidati all’Agenzia delle Entrate ed è finalizzata a contrastare i fenomeni evasivi ed elusivi e a favorire l’adempimento spontaneo del contribuente (tax compliance). Da un lato, quindi, l’Agenzia ha il compito di contrastare i comportamenti fiscalmente non corretti e, dall’altro, di provocare un effetto dissuasivo che stimoli al massimo l’adesione spontanea.

Per verificare il regolare adempimento degli obblighi tributari, l’Agenzia delle Entrate adotta diversi strumenti di controllo: i controlli automatizzati e formali delle dichiarazioni fiscali, gli inviti al contraddittorio e i questionari, le attività istruttorie esterne (per esempio, controlli mirati e verifiche fiscali), le indagini finanziarie, l’attività di tutoraggio nei confronti delle imprese di più rilevante dimensione, ecc….

Attività di accertamento

Utilizzando questi metodi spesso si giunge alla rettifica della posizione reddituale del contribuente che viene formalizzata attraverso l’avviso di accertamento; si tratta di un atto con il quale l’Agenzia delle entrate chiude il controllo e rappresenta il risultato dell’attività istruttoria e dei singoli metodi accertativi utilizzati (per le persone fisiche, ad esempio, l’accertamento sintetico del reddito complessivo; per gli imprenditori, sempre in via esemplificativa, l’accertamento contabile o induttivo).

L’attività di accertamento può prendere le mosse dall’acquisizione di elementi presso il contribuente (verifiche, ispezioni, accessi, richieste di documenti, questionari, ecc.) oppure dagli elementi in possesso dell’Agenzia delle Entrate (dichiarazioni, atti registrati, comunicazioni varie).

Sanzioni e maggiori imposte dovute

Le conclusioni di queste attività istruttorie vengono sempre portate a conoscenza del contribuente attraverso degli atti che, in maniera esaustiva, riportano la motivazione della pretesa, le maggiori imposte dovute, le sanzioni. In questi stessi atti vengono rese note le modalità per sanare le anomalie riscontrate e per chiedere, nelle ipotesi in cui il contribuente abbia fondate ragioni per ritenere non corretta la pretesa dell’amministrazione, un intervento dell’ufficio per l’annullamento dell’atto in autotutela oltre alle modalità e ai tempi per difendersi davanti al giudice tributario.

Fonte: Agenzia delle Entrate


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