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Reddito di cittadinanza di 780 euro al mese, ma a quali condizioni?

780 euro al mese, tanto varrà il reddito di cittadinanza approvato dal Consiglio dei Ministri che lo inserirà nella legge di bilancio del governo. A quali condizioni? A parte che la legge potrà subire modifiche in sede di discussione parlamentare, ci sono ancora diverse incognite: il sussidio dovrebbe partire da aprile 2019, sarà assegnato secondo i livelli di reddito stabiliti dall’Isee individuale (mancano tuttavia le specifiche al provvedimento che ne definiscano i criteri).

In cambio il destinatario del sussidio dovrà impegnarsi 8 ore a settimana in un lavoro socialmente utile, il reddito di cittadinanza sarà subordinato all’accettazione degli impieghi offerti, non si potrà cioè rifiutare per tre volte un lavoro pena il decadimento del reddito di cittadinanza. Anche se ci saranno differenze su base geografica sulla distribuzione delle offerte di lavoro: questo per non sfavorire chi eventualmente rifiuti un lavoro troppo distante da casa.

Il candidato a ricevere il sussidio dovrà anche frequentare corsi di formazione, sebbene quello della formazione continua, sul piano delle risorse e degli strumenti, resti tuttora un capitolo tutto da scrivere. Come la riqualificazione dei centri di impiego, fondamentali per mettere insieme e smistare le offerte del mondo dell’impresa: finora si sono rivelati un flop, visto che su due milioni di richieste ne sono state soddisfatte 37mila.

Per il provvedimento bandiera del M5S servono 9 miliardi (di cui 2,6 da attingere dalle risorse già stanziate per il Rei) a cui aggiungere un ulteriore miliardo destinato al rafforzamento dei centri per l’impiego. L’attivazione vera e propria della misura scatterà nei primi tre mesi del 2019. L’assegno da 780 euro, secondo quanto annunciato finora, verrà caricato sul bancomat, con una sorta di monitoraggio degli acquisti.

Fonte: Blitz quotidiano

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