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Stangata record contro le sigarette elettroniche

Con la nuova legge di Stabilità il governo ha voluto mettere mano al settore e lo ha fatto colpendo gli oltre 1,5 milioni “svaporatori” che non vogliono rinunciare al piacere quotidiano.

Sigarette elettroniche come le bionde

Come scrive Business Insider, l’esecutivo ha infatti equiparato le sigarette elettroniche a quelle tradizionali, trasferendone il controllo al Monopolio di Stato. Ha imposto una tassa fissa di 0,37344 euro più Iva per ogni ml, cioè 5 euro fissi ogni flacone da 10 ml di liquido da vaporizzare, indipendentemente se esso contenga o meno nicotina.

L’aumento da record

Calcolatrice alla mano, ogni fumatore con il nuovo anno dovrà pagare 7,50 euro per la stessa boccetta che fino al 31 dicembre costava 2,50 euro. Il discorso vale anche per comprare una boccetta di glicerina e aromi la cui vaporizzazione crea solo vapore acqueo.

Vietata la vendita online

Il governo ha trovato la soluzione anche per fare in modo che la nuova normativa non venga aggirata. Sarà vietata la vendita online dei fluidi per impedire l’arrivo di sostanze non controllate, soprattutto dalla Cina. Previste sanzioni fino a 40 mila euro. E’ consentita, invece, la vendita delle sigarette. Infine l’esecutivo ha imposto ai produttori di liquidi di pagare tutte le tasse arretrate.

Il settore vale 300 milioni

Un salasso per un settore che vale 300 milioni l’anno, interessa 3500 operatori e, calcolando l’indotto, dà lavoro a 30 mila persone. “Siamo nella situazione paradossale che in Italia le sigarette costano meno rispetto ad altri Paesi, mentre gli strumenti a rischio ridotto come le sigarette elettroniche, costano molto di più”. Questo il rammarico del deputato Dem, Sergio Boccadutri, convinto che i nuovi provvedimenti potrebbero ammazzare il mercato dopo il boom degli scorsi anni.

Per gli addetti del settore – sottolinea Business Insider – si tratta di un regalo alle grandi industrie del tabacco concepito e inserito nel Decreto fiscale dall’ex sottosegretario di Ala, Simona Vicari, oggi non più in carica perché indagata dalla Dia di Palermo per una vicenda di iva abbassata dal 10 al 4% sui trasporti marittimi in cambio di un Rolex.

Cosa succede all’estero: il caso inglese

Eppure non tutti i paesi trattano le sigarette elettroniche come avviene in Italia. Nel Regno Unito, per esempio, la e-cig viene data gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale perché considerata un sistema di riduzione del rischio dai danni del tabacco. Gli esperti inglesi concordano ormai che le sigarette elettroniche sono meno dannose di quelle tradizionali anche se non sono innocue.

Una posizione maggioritaria – scrive Business Insider – tra i sudditi di Elisabetta, tanto che a inizio 2017, la Royal Society for Public Health ha diffuso un video nel quale si sostiene che la sigaretta elettronica abbatte del 95% i danni rispetto al tabacco. Serviranno ancora tanti studi per dimostrare i reali effetti delle e-cig sulla salute ma, intanto, in Italia la crociata contro le sigarette elettroniche è partita e sarà difficile reagire al duro colpo.

Fonte: notizie.tiscali.it


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