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Le previsioni sul futuro del Bitcoin

Il Bitcoin è diventato un tema di interesse globale, tanto che se ne occuperà il G20 per decidere se procedere ad una maggiore regolamentazione, ben sapendo però che già molti Stati hanno preso strade e visioni diverse sul da farsi.

Sul Bitcoin si sono anche pronunciati economisti di fama mondiale come Nouriel Roubini che lo ha definito “La più grande bolla della storia umana” e Paul Krugman, che si è detto certo che il Bitcoin andrà a zero.

Il sentiero incerto del Bitcoin

Per capire quale  possano essere le sorti del Bitcoin, è necessario tenere a mente alcune caratteristiche estremamente interessanti di questa pseudo-moneta: l’offerta in quantità limitata che ne evita una svalutazione per eccesso di offerta, il fatto che sia caratterizzato da una grande semplicità di trasferimento e, non da ultimo, il fatto che non sia confiscabile (per ora) e sia facile e sicuro tracciarne il possesso.

Un altro modo più diretto di vedere il Bitcoin è tramite il paragone con l’oro. Offerto in quantità limitata ha, rispetto all’oro, alcuni vantaggi: la semplicità di deposito e la facile trasferibilità.

Le 3 previsioni sul futuro del Bitcoin

Alla luce di quanto affermato sinora, sono essenzialmente tre i possibili scenari di sviluppo che si delineano attorno al futuro del Bitcoin:

  1. Il Bitcoin diventa un mezzo per preservare il valore del risparmio. In un mondo in cui le valute tradizionali possono essere facilmente svalutate dalle Banche Centrali il Bitcoin, grazie alla sua facile conservabilità, alla relativa sicurezza nel possesso e, soprattutto, grazie all’offerta limitata diventa un modo per proteggere i risparmi. Una funzione quindi simile a quella dell’oro con i vantaggi detti sopra di semplicità di utilizzo e di preservazione.
  2. Il Bitcoin diventa una mezzo di scambio. Un po’ già lo è, ma è un uso piuttosto raro, anche perché ci sono alternative più semplici – basta pensare allecarte di credito – ed è tutt’altro che universalmente accettato. Questa funzione potrebbe essere duramente avversata dai governi che hanno interesse a controllare e, soprattutto, tassare le transazioni.
  3. Il Bitcoin si dissolve e va a zero. Sotto la pressione dei governi e delle Banche Centrali il Bitcoin cade in disuso anche a causa della difficoltà nel trasformalo in denaro “ufficiale”. Una minaccia altrettanto concreta può venire dall’evoluzioni di altre cryptocurrencies più avanziate che lo potrebbero sostituire del tutto.

Gli ultimi movimenti farebbero presagire che l’ipotesi del dissolvimento sia la più probabile, ma per dovere di cronaca non possiamo non tenere conto del fatto che la morte del Bitcoin sia stata annunciata innumerevoli volte e, fino ad ora, ha saputo risollevarsi più forte di prima.


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